lunedì 9 maggio 2022

Donne contro

 La solidarietà fra donne negli anni 70 veniva chiamata autocoscienza femminile, ed era comune a tutte le donne, almeno nella fase nascente del movimento femminista. Tutte le donne, in modo trasversale erano unite nella lotta per l'emancipazione e non c'erano differenze tra classi sociali o categorie. Oggi l'idea stessa di emancipazione è in molti aspetti superata, almeno nell'ambito economico in quanto è ormai universalmente accettata l'idea che la donna lavori fuori dalle mura domestiche. Il problema di oggi è la competizione, a tutti i livelli, soprattutto fra uomini e donne, fra certi uomini e certe donne. Mi spiego: la competizione tra uomini e donne vede rinascere forte e prepotente da un lato il maschilismo becero e violento che si accanisce contro la donna che rivendica libertà e autonomia, dall'altro il maschilismo soft, nascosto e camuffato, che blocca la donna sulla soglia apicale del potere, a tutti livelli. Il problema , però, investe il rapporto tra le donne che in questo quadro non possono essere più solidali tra loro. Infatti, come possiamo parlare di solidarietà fra donne con tacco 12 e donne che portano scarpe da ginnastica, oppure fra donne che viaggiano in Maserati e donne che viaggiano in treno come pendolari tutti giorni? Che rapporto può mai esserci fra una casalinga che si sfianca tutti i giorni e una donnea in carriera che imita gli uomini mettendosi addirittura contro chi fa la donna e basta? Secondo me, il femminismo deve rinascere su nuove basi.

venerdì 29 aprile 2022

Vogliamo la Pace!

 Io  non me la sento più di parlare di questa maledetta guerra. Stiamo assistendo inermi ad un massacro senza fine e passiamo il tempo a discutere sulle ragioni dell'una e dell'altra parte in conflitto. Basta!! C'è solo una parola da dire ed è Pace, Pace, Pace! Si attivino tutti i governi dell'Europa, soprattutto si pronunci per la Pace Biden, o Pagheremo tutti un costo altissimo di questa guerra. 

lunedì 25 aprile 2022

giovedì 21 aprile 2022



 E' questo  il mio paese

tra la Chiesa austera, la strada, le case 

e, in fondo, un'altra chiesa  piccola, 

antica e quasi sempre chiusa,

che ora non c'è più, spazzata via dal terremoto.

Qui si svolgeva un tempo la vita

pullulante di uomini e botteghe, 

di donne affaccendate, di vecchi sull'uscio delle case

 di frotte di bambini festosi ad ogni ora.

Di quel mondo, piccolo

e protetto nelle braccia del Signore,

non è rimasto nulla, 

se non le pietre dei muri e del selciato. 

Se ci cammini lungo quella strada, 

senti il rumore dei tuoi passi,

una sinistra eco che s'insinua fra i vicoli e gli anfratti.

Ti trema il cuore in tanta solitudine.

Povero mio paese, così abbandonato, 

così prosciugato di ogni linfa vitale!

Ti hanno messo il vestito della festa,

sei bello, pulito e profumato di glicine e lillà,

 ma quanta pena per le case

chiuse e desolate, per il silenzio 

che da quelle porte parla della morte.

RC

giovedì 24 marzo 2022

De bello ucraino

 Parlare della guerra in corso per esprimere un'oziosa opinione mi sembra inopportuno e anche inutile. La guerra è un affare complesso, necessita di una massiccia mole di informazioni storiche, politiche, geopolitiche, sociali di entrambe le parti contendenti. È pura retorica affermare che la guerra va evitata ad ogni costo, che la guerra è male, il male assoluto, ma quando divampa, quando esplode significa che le parti rivendicano con eguale forza le proprie motivazioni. Queste, a ben vedere, sono giuste per entrambe le parti, con la sola differenza che una parte è di gran lunga più forte e facilmente schiaccia la parte avversa molto più debole. È da sempre così, da che il mondo è mondo, perché la forza vince sempre sul debole. Ora, in questa guerra, asimmetrica e feroce ai danni dell'Ucraina da parte della Russia,  per la prima volta, dopo la fine della seconda guerra mondiale, è coinvolta tutta l'Europa e gli USA e la NATO. Si profila il coinvolgimento del mondo intero in una terza guerra mondiale. L'Ucraina sta implorando aiuti militari all'Europa per difendersi in una strenua difesa della propria libertà e indipendenza dalla sfera d'influenza sovietica. Al momento la risposta si è concretata in sanzioni economiche alla Russia, ma intanto continuano le bombe che devastano città e villaggi, affamano il popolo ucraino, uccidono civili.  Intanto bambini, anziani, donne, intere famiglia  abbandonano le loro case, la loro patria e si disperdono nei vari Paesi dell'Europa. Milioni di ucraini premono ai confini della Polonia,  centinaia di migliaia sono in cammino attraverso i corridoi umanitari, migliaia, almeno 70 mila, sono già in Italia. Non manca la solidarietà verso la povera e martoriata Ucraina, ma non si intravede ad oggi nessuna soluzione di fine conflitto. 

lunedì 7 marzo 2022

Le donne... questo mistero

 


“Le donne fanno spesso l’errore di perdersi.
Si perdono in amori sbagliati,
in storie che le consumano,
in amicizie deludenti,
in giornate tristi.
A volte, le donne si consumano.
E un poco alla volta smettono di sorridere,
di ballare, di meravigliarsi.
E poi fanno l’errore più grande.
Si dimenticano chi sono e come lo sono diventate.
Dimenticano di essere speciali. E rare.
Poi, però, ed è questa la bellezza delle donne,
arriva un giorno in cui stravolgono tutto,
e dicono “no, così non va”.
E riaprono gli occhi.
E in quel momento,
guardandosi allo specchio,
si ritrovano.
In uno sguardo nuovo.
In una pettinatura insolita.
In una sfrontatezza improvvisa.
Si riscoprono uguali, ma diverse.
Più forti. Più vive.
Ed è bellissimo
quando una donna si innamora
di sé stessa”

(Riccardo Bertoldi)

martedì 1 marzo 2022

Le ragioni della pace e della guerra

Questo dialogo è stato scritto dai miei alunni di qualche tempo fa durante le attività di un laboratorio di scrittura creativa. Il testo fu rappresentato con recitazione in teatro in occasione della giornata della memoria. 

 GUERRA: Io sono sempre esistita, sono la forza del mondo, il motore del progresso, il riferimento costante per la costruzione del tempo storico. Nei secoli sono stata santa, giusta, difensiva, espansiva, sempre presente nella storia dell'umanità. Io sono figlia di Caino, che il Signore lasciò peregrino sulla terra dopo che aveva ucciso il fratello Abele, dalla sua discendenza sono arrivata fino ad oggi; il Signore mi ha concesso questa lunga permanenza sulla terra e ci resterò fino alla fine del mondo. La stessa Roma ed il suo Impero non sarebbero mai sorti se Romolo non avesse ucciso il fratello Remo.

 PACE: Io sono la tranquillità dell'ordine, il dominio razionale sugli impulsi animali presenti nell'uomo. Io sono l'armonia, la concordia, il perdono, la misericordia, la clemenza, la risposta agli istinti distruttivi e nefasti. 

GUERRA: Non sempre si può perdonare, alla guerra si risponde con la guerra, è fatale! 

PACE: Il mondo, però, è il teatro della guerra, bisogna custodirlo con cura, come cosa che non è solo nostra, che ci è concessa per conservarla e lasciarla ai nostri figli ed essi a loro volta per saecula saeculorum... 

GUERRA: Alla violenza si risponde con la violenza; io sono pronta per essere usata contro la brama di chi vuole impossessarsi dei territori altrui, io sono per chi vuole essere liberato dalla schiavitù per dare onore a chi comanda secondo la legge. 

PACE: E non pensi alle conseguenze che puoi provocare? 

GUERRA: Se uso le bombe è per buone ragioni, io mi adopero per fermare le cose terribili fatte a gente innocente: persecuzioni, genocidi, esilio. 

PACE:  Le cose terribili di cui tu parli finora le hai compiute tu sola, più che tutte le azioni malvage degli uomini in ogni parte del mondo. Tu stai dalla parte sbagliata.

GUERRA: Io sono per la la risoluzione definitiva e la più concreta possibile delle controversie e dei conflitti. Agisco con chiarezza ed obiettivi specifici, non sono per i modi subdoli di prevalere annichilendo docilmente, delicatamente per sentieri che si dice siano quelli di Dio. Io agisco alla luce del sole, con strumenti visibili a tutti: le bombe, i fucili, le mitraglie, i carri armati, i missili. 

PACE: Su questo io convengo, ci sono guerre senza spargimento di sangue, in cui le grida, i lamenti sono soffocati nell'intimo, e l'angoscia, il dolore come pietrificati, inespressi, ma queste sono altre forme di guerra. Se tu vuoi fare intendere che rispetto al passato oggi sei più "intelligente," t'illudi. Tu sei stata, sei e sarai sempre cieca e insensata! Pensa per un attimo alle mine, uno dei tuoi ordigni di morte, le hai disseminate ovunque in certe parti del mondo, e sono esse sempre in agguato, persino in un semplice campo. Pensa, una bambina raccoglie per caso primule e viole in un prato rincorrendo i suoi sogni, ed ecco all'improvviso un botto, una grande esplosione e della bambina, dei fiori, del prato non rimane più niente, nemmeno uno stelo! Tutto distruggi, in un modo o in un altro!


GUERRA: Solo distruggendo si rigenera il tutto. 

PACE: Tu ti nutri di odio, di quell'odio che mai s'addormenta, che sempre vigile, attento, deciso trascina i più deboli sapendo creare persino bellezza, poiché suo fratello è il denaro. 

GUERRA: NO, non parlare di odio, io faccio appello al diritto, quello della forza, un diritto antico quanto il mondo: vince chi è il più forte. E' questa la logica prevalente nel mondo. Piuttosto, tu che ti chiami Pace, sei forse il benessere materiale? il Consumismo sfrenato? o l'intrallazzo? Insomma, Pace vuol dire assenza di guerra o piuttosto assenza di azione, immobilismo, conservazione, inerzia? Io dal canto mio mi sono evoluta, oggi posso chiamarmi guerra chirurgica, pulita, dispongo di bombe intelligenti, di missili a lunga gittata, di radar, armi nucleari in grado di distruggere il mondo intero in un attimo. 

PACE: Chi ostenta la propria intelligenza è di solito uno stupido. Ho visto gli effetti delle tue bombe intelligenti: colpivano treni con tanti passeggeri, profughi in cammino verso la salvezza, acquedotti che portavano acqua a chi aveva sete, scuole dove bambini inermi sognavano un futuro felice, una vita di pace. Le bombe sono ordigni di morte nelle mani di uomini senza coscienza.

GUERRA: I miei amici sono i potenti, quelli che promettono e poi non mantengono le loro promesse, sono coloro che profanano le chiese con la loro ipocrisia, che rubano al povero il suo pezzo di pane, che inneggiano al loro unico Dio, il denaro.

PACE: Questi tuoi amici dimenticano di essere mortali fra tutti gli altri mortali.

sabato 1 gennaio 2022

Il cambiamento che verrà

Ripensare la scuola, ora o mai più. Il ministro Bianchi ha annunciato che a settembre comincerà un anno costituente per la scuola italiana, finalmente messa al centro dell’azione politica. Ci piacerebbe che così fosse, ma siamo certi che i veri problemi della scuola il ministro non li conosca, come non li conosceva la precedente ministra Azzolina, benché provenisse lei stessa dal mondo della scuola, come non li conoscono i tanti giornalisti che spavaldamente ne parlano come se fosse di loro competenza. La conseguenza di tutto questo gran parlare fa sì che sulla scuola da troppo tempo ormai grava una vuota retorica che non coglie minimamente la realtà e anzi la travisa. Quello della scuola è un mondo chiuso, asfittico e ridondante, una macchina farraginosa che procede per inerzia, svuotata di ogni valore. Nessuno può sapere come funziona se non chi vi opera all’interno da tanti anni e vede con i propri occhi lo sfacelo consumato per anni nel tentativo di rincorrere il nuovo. Pensiamo ad esempio alla valutazione degli apprendimenti, condizionata ormai anche dalle pressioni dei genitori diventati negli ultimi tempi il sindacato dei figli, nelle scuole di tutta Italia. Chi si è mai preoccupato di arginare questa sciagura abbattutasi sulla scuola col beneplacito di dirigenti, funzionari e figure gerarchiche ai più alti livelli? A me personalmente è capitato più di una volta di essere contestata da genitori per un voto non sufficiente dato al loro figlio, addirittura sono stata richiamata per non avere dato un dieci ad un compito deludendo l’aspettativa di una madre che pretendeva di competere con me, non essendo un’insegnante e nemmeno laureata. Ma di simili episodi ogni scuola ha le sue stimmate ed anche questi hanno determinato la promozione per tutti, con conseguente valutazione al rialzo netto dei voti. Da almeno un decennio nelle scuole vige un sistema di valutazione che parte dal 6 cosiddetto politico per arrivare agli esami di maturità con i 10, che altro non sono se non 8, 7, 6, mentre i 6 sono 4. Bella cosa! Insomma dalla scuola, diciamo un liceo classico o scientifico, (le scuole professionali e tecniche sono un altro mondo di cui si dovrà parlare in altra occasione), può capitare che escano con un diploma che attesti competenze sufficienti ragazzi che hanno carenze anche gravi nelle discipline fondamentali. A parte il fatto che siffatto sistema per me è altamente diseducativo in quanto disabitua i giovani alle sconfitte come momenti di crescita e di miglioramento, ma soprattutto fa immaginare come questi affronteranno le professioni future, perché dato per scontato che la laurea oggi non si nega a nessuno e tutti possono aspirare a diventare medici, ingegneri, architetti, pensate che una buona formazione non incida su una solida professionalità? Se poi vediamo morire i pazienti o crollare i ponti ce la facciamo la domanda “ ma questi come hanno studiato?”. Io non ho mai pensato alla bocciatura come punizione o come mezzo si selezione discriminatoria, però se un alunno non consegue neppure gli obiettivi minimi delle discipline ha sbagliato indirizzo oppure non è portato per lo studio. Ma che c’è di male in questo? Le famiglie ne fanno una questione di onore e accampano assurde pretese dalla scuola che a furia di rispondere alla clientela e alla richiesta del mercato, ha ceduto riducendo sempre più i propri obiettivi. Basti pensare al latino. Pur di renderlo piacevole e accattivante lo si è marginalizzato come lingua morta e non spendibile sul mercato, mentre la verità è che la lingua latina fa la differenza reale fra chi sa e chi non sa, fra chi è capace e chi non lo è. Ma dire questo oggi è una bestemmia. Il latino non si fa più nemmeno alla Facoltà di lettere classiche come un tempo. Tornando quindi al tema della valutazione, mi chiedo come si sia arrivati a concepire la bocciatura addirittura come un danno irreparabile. Io al contrario sono convinta che promuovere chi non lo merita procura un grave danno non solo individuale ma sociale. Innanzitutto si creano illusioni nelle famiglie e nei ragazzi che si fanno l’idea di avere conoscenze e competenze che non hanno e nella società perché andrebbe a creare un’ingiusta diseguaglianza, mettendo i bravi e i meritevoli in concorrenza con chi ha dalla sua amicizie e relazioni, perpetuando il nostro antico italico malcostume che tanti danni ha creato. A questo si aggiunge il fatto che i ragazzi bravi e meritevoli, i migliori cervelli, per dirla con un’espressione oggi in voga, sono costretti ad espatriare perché in Italia il lavoro c’è solo per i figli di che conseguono con fior di quattrini le lauree più prestigiose, se mai all’estero e in istituzioni private, occupando posti chiave nella Pubblica Amministrazione o nelle libere professioni. Io mi auguro che l’anno che verrà sia veramente l’anno costituente della scuola italiana. Alla politica è demandata la determinazione nell'affrontare un totale ripensamento del sistema scolastico, in risposta alle esigenze sempre più complesse della società civile, alla società si chiede una maggiore responsabilità nell'utilizzo della scuola come elemento di mobilità sociale autenticamente democratica.