mercoledì 21 giugno 2017

VERSETTI QUASI ECOLOGICI

Non uccidete il mare, 
la libellula, il vento. 
Non soffocate il lamento 
(il canto!) del lamantino. 
Il galagone, il pino: 
anche di questo è fatto 
l’uomo. E chi per profitto vile 
fulmina un pesce, un fiume, 
non fatelo cavaliere 
del lavoro. L’amore finisce dove finisce l’erba 
e l’acqua muore. Dove 
sparendo la foresta 
e l’aria verde, chi resta 
sospira nel sempre più vasto 
paese guasto: Come 
potrebbe tornare a essere bella, 
scomparso l’uomo, la terra»
(Giorgio Caproni)

mercoledì 8 marzo 2017

La scuola ingiusta

Ma chi me l’ha fatto fare di insegnare italiano, latino e greco al liceo classico? Perché ho scelto di insegnare matematica e fisica al liceo scientifico, potevo restare al liceo artistico? Sono le domande, a mo’ di lamentela, che si pongono alcuni insegnanti mentre sono sommersi dai compiti scritti che devono periodicamente correggere. Si tratta di un obbligo che non tutti i docenti hanno, ma chi lo deve ottemperare lo svolge senza alcuna retribuzione o riconoscimento di alcun genere. Un lavoro di tantissime ore annue che alcuni insegnanti svolgono “gratis et amore Dei”. 
Perché solo alcuni docenti hanno l’obbligo della correzione delle verifiche scritte, che tra l’altro devono anche preparare e somministrare ai propri alunni? Questo è dovuto al fatto che non tutti i docenti hanno l’obbligo di valutare sia per l’orale che per lo scritto. Infatti ci sono delle discipline che prevedono obbligatoriamente il voto scritto o il voto grafico oltre che quello orale. Per valutare uno scritto o un elaborato grafico, l’insegnante deve dedicare del tempo aggiuntivo oltre quello previsto dall’orario settimanale di lavoro. Qual è la norma che obbliga l’insegnante all’espletamento di questo lavoro aggiuntivo, che è del tutto gratuito? Si tratta dell’art. 29 del contratto collettivo nazionale della scuola, che riguarda le attività funzionali all’insegnamento come la preparazione delle verifiche scritte e la loro correzione. La norma contrattuale è percepita, dai docenti che hanno l’obbligo della verifica scritta, come una vera e propria ingiustizia, perché non riconosce economicamente, un considerevole carico di lavoro aggiuntivo all’attività d’insegnamento. Ma quante ore dedica in media un docente per correggere le prove scritte? In media un insegnante con quattro classi di 25 alunni deve valutare 100 alunni anche nella prova scritta. Tenendo conto che per ogni quadrimestre si somministrano almeno 3 verifiche, un docente che insegna una disciplina come ad esempio italiano o matematica, si trova a dover correggere dai 600 agli 800 elaborati l’anno scolastico. Se poi si aggiunge anche una seconda disciplina per qualche classe, come latino o fisica, si superano anche i 1000 elaborati. Questo carico di lavoro obbligatorio, che non è cogente per tutti i docenti, si traduce in un impegno orario di almeno 250 o 300 ore annue. Se queste ore fossero riconosciute sul piano economico, come sarebbe giusto che fosse, essendo un’attività aggiuntiva e funzionale all’insegnamento, dovrebbero essere retribuite a € 17,50 l’ora, producendo un aumento salariale annuo di oltre 4mila euro lorde. 
Se il sistema degli scatti stipendiali riconosciuti soltanto per anzianità è ormai giunto al capolinea, come sostiene da tempo il ministro dell’Istruzione Giannini, allora bisognerà riconoscere, per un nuovo sistema di avanzamento economico di carriera, anche il lavoro oggettivo e prioritario di chi è chiamato obbligatoriamente a somministrare un congruo numero di prove scritte, ed è poi chiamato a correggerle e valutarle. 
Per ridare dignità al lavoro dei docenti, non si può sottovalutare l’impegno duro e crudo di tutti gli insegnanti che dedicano tantissimi pomeriggi e fine settimana per ottemperare ad un obbligo che per adesso è gratuito. 
Da La Tecnica della scuola

domenica 19 febbraio 2017

La scuola è l'anello che non tiene !!!

Un tema di quinta elementare del 1944 fa deprimere un professore

Enrico Galiano, un professore che cura una sezione sul sito Scuolazoo, ha scritto in un post che mentre navigava in Rete si è imbattuto nella pagina facebook di un sito, quaderniaperti.it, che raccoglie i temi fatti da bambini italiani dal 1900 fino ai giorni nostri.
Mentre li leggeva si è stupito di quanto fossero scritti bene, con un italiano forbito e senza alcun errore di consecutio temporum.
Il suo stupore è stato talmente tanto che ha deciso di pubblicare interamente il tema composto da una bambina di Clusone nel 1944, quando la stessa frequentava la quinta elementare.
Titolo: rovistando in solaio
Giorni or sono non sapendo cosa fare salii in solaio e mi posi a guardare tutte le antichità tra cui molti abiti. Vi erano anche dei vecchi mutandoni della nonna! Svelta me li provai. Mi arrivavano sino ai piedi. Scoppiai in una risata continuando a vestirmi. Sopra ad ogni cosa misi un grande abito da sera, certo della nonna.
Mi guardai allo specchio e esclamai con gioia: “Sembro proprio una piccola dama dell’800!”. Presi una borsa e infilatami un paio di guanti corsi giù. Per la scala però constatai con rabbia di non essermi messa le scarpe. Risalii.
Per fortuna c’era un paio di scarpe lunghe quanto me e me le misi: “Ora si che sono antica” esclamai. Di sotto la gonna mi si vedevano oltre ai mutandoni due scarpe lunghe che facevano veramente ridere.
Scesi in cucina e mi presentai come una dama inglese. Tutti mi riconobbero e risero della mia burla. Quando mi smascherai affermarono che ero veramente irriconoscibile e che quell’acconciatura mi si addiceva a meraviglia.
Salii di nuovo e mi divertii più di prima. Aprii una cassa e che meraviglia: una divisa da garibaldino con la sciabola mi incantò.
Toltami i panni da dama dell’800, indossai la divisa garibaldina stringendo nel pugno la lunga spada con la quale scansai un quadro. Non l’avessi mai fatto! Uscì fuori una frotta di sorci, ed io che fino al momento mi ero immaginata di essere in un campo di battaglia, al solo veder quel brulicar di topi, fuggii e inciampando da tutte le parti ruzzolai fino in fondo alle scale. Mi vergognai di aver dimostrato una viltà del genere, pur indossando una divisa garibaldina».
Come lo stesso professore scrive, nel leggere i temi, è stato assalito da diverse emozioni e alla fine il risultato è stato che si è depresso fortemente.
A conclusione della sua riflessione il professore afferma di aver capito che il problema risiede non tanto nei ragazzi di oggi, quanto nel metodo educativo che è cambiato. 
credo di aver capito di chi sia la colpa, se i nostri studenti delle superiori oggi non sarebbero in grado di scrivere come una bambina di quinta elementare del 1944: è nostra. È solo colpa nostra.”
Il punto, continua il professore, è che a un certo punto si è cercato di agevolare gli studenti, semplificando i concetti, il problema è che si è andati oltre. Se si confronta, secondo lui, un sussidiario delle medie degli anni 80 e un libro di testo attuale, si nota che il sussidiario risulta essere molto più dettagliato, ricco e complesso, mentre quello di oggi è molto ricco di “immagini, schemi e mappe”.
La colpa è stata quella di aver cercato di aiutare troppo i bambini, e quindi loro hanno smesso di fare da soli. E’ per questo motivo, quindi, che secondo lui la scuola deve tornare ad essere difficile.
“se una ragazzina di quinta elementare del 1944 scrive molto meglio di un ragazzo di seconda superiore di oggi, direi che non ci sono dubbi” conclude Galliano.
E voi unimamme cosa ne pensate?

mercoledì 8 febbraio 2017

La civiltà che manca

"Perché civile, esser civile, vuol dire proprio questo:
dentro, neri come corvi; fuori, bianchi come colombi;
in corpo fiele, in bocca miele."
 Luigi Pirandello

lunedì 9 gennaio 2017

L'educazione è la vera emergenza nazionale

Citando G. Lombardo Radice "Vediamo negli allievi le piaghe morali della nostra civiltà in decadenza, in ciascun alunno  vediamo l'uomo di domani e tremiamo quando vediamo la scuola farsi facile e  gioiosa, abbiamo a schifo la pedagogia tutta incentrata sul laissez faire", sul “successo formativo” assicurato per tutti, che si traduce, negli effetti, nella promozione per tutti. L'idea che gli alunni hanno sempre ragione, specie quando non vogliono impegnarsi e non rispettano le regole sta portando verso il degrado educativo, a tutti i livelli. Di questo passo, dove stiamo andando? La risposta non ha niente a che vedere con i computer, con le responsabilità degli insegnanti, con la dimensione delle classi, con gli altri mille problemi della conduzione della scuola! Se il sistema scolastico è arretrato, deformato e persino corrotto perché inficiato dalle gravi colpe di un sistema politico sostanzialmente immorale, ebbene, io credo che in ultima analisi il nocciolo di tutta la questione ci riporta ad un problema di ordine morale; tutto il resto, e cioè tutto il dibattito in corso sul modello educativo su cui dovrà fondarsi la nuova scuola, è secondario.  Secondario è persino il problema del ruolo che le nuove tecnologie dovrebbero avere nella scuola, perché è chiaro  che il computer non è quella sorta di panacea in virtù della quale  vengono risolti tutti i problemi dell'apprendimento, anzi  si è  ormai consapevoli che quest'aggiunta imponente alla cultura non fa che aggravare la situazione. Né oggi  né mai prima le scuole hanno dato ai bambini solo delle informazioni, ma piuttosto gli strumenti per acquisire una coscienza critica, una capacità di discernimento; l'intelligenza umana non potrà mai misurarsi dalla rapidità di una risposta, né dalla quantità delle informazioni. "Il sommo della scienza", diceva F. De Sanctis, "può essere spesso il punto più basso della vita di un popolo. La scienza corrisponde alla maturità nella vita dei popoli, e dopo la maturità viene la decadenza e la morte. La scienza cresce a spese della vita."




lunedì 7 novembre 2016

Dal Vangelo secondo Matteo (25,31-46)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:"Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. "Davanti a Lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separeà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, "e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. "Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra:"Ventite, benedetti dal padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, "perchè ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, "nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e  siete venuti a trovarmi".
 "Allora i giusti gli risponderanno:"Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere?... E il re risponderà loro:"In verità vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me"

domenica 9 ottobre 2016

Il sommo della Scienza

 Francesco De Sanctis era solito dire: " Il sommo della Scienza può essere spesso il punto più basso della vita di un popolo. La scienza corrisponde alla maturità nella vita dei popoli, e dopo la maturità viene la decadenza e la morte. La scienza cresce a spese della vita."