giovedì 30 maggio 2019

Il grande problema

Questo è il grande problema di coloro che sentono troppo e capiscono troppo: che potremmo essere tante cose, ma la vita è una sola e ci obbliga a essere solo una cosa, quella che gli altri pensano che noi siamo. 

[ Antonio Tabucchi ]

mercoledì 29 maggio 2019

Siamo tutti già eletti

La vita oscilla
tra il sublime e l'immondo
con qualche propensione
per il secondo
ne sapremo di più
dopo le ultime elezioni
che si terranno lassù
o laggiù o in nessun luogo
perché siamo già eletti
tutti quanti
e chi non lo fu
sta assai meglio quaggiù
e quando se ne accorge
è troppo tardi.
Les jeux sont faits
dice il croupier, per l'ultima volta
e il suo cucchiaione
spazza le carte.
( Eugenio Montale)

domenica 5 maggio 2019

Un buon sindaco

E' cominciata in questi giorni la sagra paesana delle elezioni amministrative. Secondo il solito rituale, molte persone, perlopiù uomini, si riversano nelle strade del paese formando ad ogni angolo capanelli per discutere di questo e di quel candidato, sindaco in primis e consiglieri al seguito. E' abbastanza divertente vedere uomini che s'infervorano alzando la voce e gesticolando come se la questione li toccasse nei più vivi interessi. Sicuramente è giusto e sacrosanto sentirsi coinvolti nella vita della comunità, ma mi viene spontaneo pensare che non serve infervorarsi solo nelle campagne elettorali quando si sa che in gioco non c'è l'interesse del paese ma di gruppi, di clan familiari che antepongono i propri interessi a quelli della comunità. Il popolo nella sua ingenuità sembra non capire a fondo i giochi di potere che si fanno dietro le quinte, nei salotti dei candidati interessati alla spartizione. Il paese negli ultimi anni è allo sbando, anzi nell'abbandono e nel degrado e nessuno ha mai alzato un dito per protestare o contestare abusi o mancanze, se non nel palazzo della sede municipale durante le assemblee comunali dove si scontravano posizioni contrapposte, ma fino a un certo punto...
E dunque, voglio dare una dritta a chi mi legge sulla scelta del futuro sindaco del nostro paese. Innanzitutto è conditio sine qua non  che  il primo cittadino sia una persona partecipe della vita comunitaria, che conosca i  bisogni dei cittadini, che sia consapevole delle reali condizioni di vivibilità in cui si trova il paese. Infatti gli effetti più visibili di un'amministrazione comunale sono nella gestione dei rifiuti e del decoro urbano, cioè la pulizia delle strade e degli altri luoghi pubblici, parchi e monumenti. Il nuovo sindaco cominci allora da qui, dal decoro di un paese che si denomina "Città dei servizi" e veda dunque di onorare questo titolo. Soprattutto dobbiamo pretendere che il nuovo sindaco, chiunque sia, ascolti la voce del popolo, ne migliori le condizioni di vita garantendo i servizi a tutti con il massimo impegno. In questo nostro paese c'è  un bisogno urgente di una guida, di una persona che sia anche un modello di legalità, che con il suo operato promuova comportamenti legali, che dia speranza ai giovani, che promuova benessere! Ci auguriamo  quindi che il futuro primo cittadino governi pensando al bene comune e non agli equilibri politici della sua maggioranza. Egli dovrebbe avere il coraggio e l'onestà intellettuale di prendere decisioni impopolari per il bene della sua gente. Decisionismo, leadership, trasparenza, concretezza, capacità di ascolto e di coinvolgimento sono le virtù necessarie per un buon sindaco. Per finire, schiena dritta e coerenza  dovranno fare da corollario a tutte le decisioni  prese, sempre nell'interesse della collettività.