giovedì 28 maggio 2009

L'arte di fare politica

"... In questi piccoli centri, il mondo comincia e finisce lì. Il campanile è la stella maggiore di quel piccolo cielo. E in quelle gare, in quelle gelosie, in quelli che tu chiami pettegolezzi municipali è tanta passione, quanta è, poniamo, tra Francia e Germania. Ciascuno ha la sua epopea a modo suo. L'epopea del fanciullo è il suo castello di carta. E l'epopea loro è l'assalto al municipio. E tu chiami tutto questo pettegolezzi. E vuoi essere un uomo serio. Ma un uomo serio deve usare ogni industria per tener vive quelle gare, e vellicare le passioni, e incensare le vanità, e suscitare le rivalità tra un paese e l'altro, tra una famiglia e l'altra. L'entusiasmo è fuoco fatuo. Passioni e interessi, questa è la pasta umana, lì è la base dell'operazione".

..."questa è la storia .E tu vuoi fare un romanzo. Il romanzo ti dice che bisogna tenersela con gli onesti, brava gente, ma poltrona e sconclusionata.E se vuoi sentire la storia hai a tenertela coi forti, leoni o volpi che siano, e meno hanno scrupoli, e più sono efficaci, gente che ti sa bene ordire le fila..."

Francesco De Sanctis

martedì 19 maggio 2009

"Aurea" mediocritas


Ardo dal desiderio di spiegare, e la mia massima soddisfazione è prendere qualcosa di ragionevolmente intricato e renderlo chiaro passo dopo passo. È il modo più facile per chiarire le cose a me stesso. »
(Isaac Asimov)

L'idillio scuola-società è finito. La società italiana oramai reputa la scuola un mero servizio burocratico che rilascia diplomi agli utenti con tanto di voti buoni, e poco importa che essi non corrispondano a qualità e a competenze.
Siamo alle prese con il delicatissimo compito della valutazione finale e nella scuola c'è nervosismo tra i ragazzi, la maggior parte dei quali si sta giocando l'ultima carta, l'interrogazione finale, che lo scagiona da tutte le mancanze dell'anno scolastico. C'è nervosismo e stanchezza anche tra i docenti, in special modo tra quelli che correggono i compiti scritti che non finiscono mai e portano via tanto tempo a casa, tra le mura domestiche, ben oltre l'orario scolastico. A proposito, quando e chi farà finalmente una distinzione netta e precisa tra chi lavora tanto e chi invece poco (e male) nella scuola?? Scusatemi, ma non si può più tollerare qusta difformità nel lavoro dell'insegnante! Sarebbe d'uopo compensare adeguatamente i docenti impegnati nel difficile compito della valutazione mediante l'uso di strumenti obbligatori, come i compiti scritti. Senza nulla togliere alle altre discipline, accetto di buon grado che esse nella stessa misura concorrono alla formazione culturale dello studente, ma non è forse vero che la preparazione e la correzione dei compiti di italiano, matematica, latino, inglese richiedono ore e ore di lavoro in pù non retribuito? E' accettabile che uno che insegna due materie scritte in più classi e deve perciò fare svolgere 4 compiti al mese, che richiedono in media un tempo di 4 ore solo per la correzione ed altrettante per la preparazione, debba poi percepire uno stipendio analogo a chi insegna Religione o Educazione fisica? Io francamente ritengo di no, e aggiungo pure che sarebbe necessaria una classificazione,in ordine di importanza, delle discipline, ma quest'idea, convengo, non è popolare...
Torno all'argomento di cui volevo parlare: Questo (il momento della valutazione) è il momento della spannung, della massima tensione di una storia che ha avuto un inizio, uno svolgimento ed una fine. I protagonisti della storia, come in tutte le storie che si rispettano, sono collocati nella vicenda secondo un sistema canonico: l'alunno funge da protagonista, il docente da antagonista o viceversa, dipende dai punti di vista. La famiglia di solito è l'aiutante del protagonista, il preside è invece solitamente l'oppositore (del docente, sia nella veste del protagonista che in quella dell'antagonista). Nello scrutinio finale ogni personaggio si scatena a difesa della propria azione e con tutti i mezzi, comprese le famigerate "pressioni" che entrano in gioco quando meno te le aspetti, alterando soluzioni e prospettive...

...E così, la tensione si scioglie, l'austerità del momento viene meno, tutto il lavoro snervante della valutazione, del giudizio motivato, dello scrupoloso report sull'andamento di un intero anno viene azzerato: tutti promossi! Un altro anno è passato, andiamo avanti!
E' superfluo dire che la valutazione è l'aspetto fondamentale della attività didattica e, soprattutto alle superiori, implica una necessaria quanto doverosa selezione, per non consentire alle persone impreparate di accedere alle professioni o ad un lavoro, a discapito dell'intera collettività??

sabato 9 maggio 2009

Davvero, vivo in tempi bui!
La parola innocente è stolta. Una fronte distesa
vuol dire insensibilità. Chi ride,
la notizia atroce
non l'ha saputa ancora.

Bertolt Brecht

mercoledì 6 maggio 2009

Uno scandalo opportuno

E' così. E' proprio vero, talvolta è un bene che uno scandalo avvenga. Mi riferisco, ovviamente, a tutti gli argomenti di cui si discute intorno alla vicenda del divorzio di Silvio Berlusconi. Si tratta di argomenti noti, ma è sempre un bene che se ne parli. Tanto per cominciare, questo divorzio non è secondo me un fatto solo privato, ma ci riguarda tutti, tutti noi popolo italiano, che dovremmo quanto meno allarmarci, se non indignarci, per le inquietanti dichiarazioni della signora Lario sul conto del marito. Non può lasciarci indifferenti che il numero uno della politica italiana, il Presidente del Consiglio, si diverta con le minorenni e vada alla ricerca delle più belle del reame per farle entrare in politica, con la stessa logica che si usa per il mondo dello spettacolo. Io, e come me tanti, non avrei nulla in contrario se in parlamento ci fossero tante belle donne, belle sì, ma anche capaci, motivate, dotate di una forte carica morale, tenaci nel perseguire gli interessi comuni,in grado veramente di rappresentare le istanze e le esigenze di larga parte del popolo, ma... Ahimé! Ci risulta difficile credere a tutto questo, soprattutto tenuto conto dell'aria che tira nelle televisioni, sui giornali e sulle riviste in Italia, dove campeggiano in primissimo piano le immagini di donne svestite e ridotte a puro oggetto di desiderio e di piacere. Non è vero che abbiamo pregiudizi e preconcetti sulle belle donne in politica, il fatto è che Berlusconi sta facendo del parlamento una specie di sultanato in cui non manca un harem di belle donne. E' innegabile che nella maggior parte dei casi le nuove donne in politica hanno una carriera televisiva alle spalle o comunque segnata dalla notorietà per la loro avvenenza. Berlusconi tenta in ogni modo di rassicurarci presentandoci le sue candidate alle europee come plurilaureate, professioniste, insignite di meriti e quant'altro. Omette però di dire che oggi, nel nostro corrotto Paese, con un minimo di disponibilità di mezzi e di opportune conoscenze, la laurea non è irraggiungibile e che il "pezzo di carta" non si nega più a nessuno! Ma parliamo di morale: Dov'è la morale in tutto questo? Merita il popolo italiano di avere una classe dirigente malata di narcisismo, assetata di potere, portatrice di "valori" che non sono più, manco per niente, la tutela dei diritti, la libertà, la democrazia, ecc. ecc...? Io direi proprio di sì: Ogni paese ha il governo che si merita. Che ci possiamo fare se il popolo italiano non conosce più (o ancora?) i suoi diritti civili, se reclama prepotentemente i suoi spazi di illegalità quotidiana, dal parcheggio abusivo al condono edilizio, dalla raccomandazione per una visita medica o per il rilascio di un certificato, come cent'anni fa? E' normale quindi che esprime una classe dirigente che gli assomigla molto. La crisi che stiamo vivendo, prima ancora che politica, è culturale, e si andrà sempre peggio. Chi può essere ottimista in tutto questo?

domenica 3 maggio 2009

Il Dio denaro

E' di oggi la notizia bomba che Veronica Lario intende chiedere il divorzio da Berlusconi. Urrààà!!... Finalmente, in mezzo ad un mare di nonsenso, anzi di volgarità gratuita e sozzure di ogni sorta,una notizia che ha il sapore di una ripulita generale, di una rivincita del sentimento, dell'onore e della dignità!!
Mi viene da dire: "Brava, Veronica! Dimostra al signor Denaro che la persona con la sua dignità vale molto, molto di più di tutto l'oro luccicante del mondo! Era ora che qualcuno facesse passare un messaggio di questo tipo:
" Il denaro può comprare una casa ma non un focolare
può comprare il letto ma non il sonno
può comprare un orologio ma non il tempo
può comprare un libro ma non la conoscenza
può comprare una posizione ma non il rispetto
può comprare l'anima ma non la vita
può comprare il sesso ma non l'amore".
(Questo messaggio riflette, ovviamente, il comune sentire di tutti i mortali, e non può riguardare certamente i coniugi Berlusconi, né tanto meno la signora Veronica Lario, che, in fatto di denaro, a causa del divorzio non perderebbe nulla delle sue enormi ricchezze, ma mi piace pensare che la signora difenda la sua dignità di persona e di donna).