giovedì 12 marzo 2020

la scuola 2.0

Eccoci dunque arrivati, ob torto collo, alla scuola 2.0, alla tecnologia che consente l'interazione virtuale fra alunni e docenti! 
La circostanza di estremo pericolo per il contagio diffuso dal coronavirus ci obbliga a fare i conti su ciò che sappiamo veramente fare con la tecnologia avanzata nella scuola. In questi giorni noi insegnanti siamo in preda ad un parossismo senza precedenti. Ognuno si cimenta a modo suo nell'utilizzo di canali comunicativi da Whats app a Google a piattaforme di vario tipo. E' una corsa forsennata a dimostrare quello che si sa fare, a creare effetti speciali con video, immagini, files inviati in tanti modi agli alunni che incuriositi  ed eccitati rispondono  con entusiasmo alla novità. Ecco, si è alla fine avverato ciò che si paventava da tempo e cioè che si sarebbe arrivati alla scuola tecnologica. Dico subito che sono contraria all'uso del computer per l'insegnamento; ho sempre sostenuto che esso non è una panacea che risolve democraticamente tutti i problemi della scuola e che è invece esattamente il contrario. 
Per me è patetico il tentativo di rincorrere il nuovo a tutti i costi, lo dico ovviamente prescindendo dalla situazione che stiamo vivendo, perché ora è utile a tutti ricorrere alla tecnologia, ma intravedo proprio in questa situazione scenari futuri. Ci apprestiamo a seppellire definitivamente la scuola di una tradizione millenaria, che dava l'educazione critica e discorsiva attraverso la parola e il libro, quell'educazione che abituava ad approcciarsi gradualmente alla realtà. 
Il pantano del consumismo, del tutto facile e subito rischia di risucchiare la scuola mandando in soffitta tutti i valori di una sana educazione. La scuola si adegua al mondo che va in rovina, rincorre modelli alieni alla su funzione, si adopera in mille progetti che nulla o poco hanno a che fare con la crescita culturale autentica dei ragazzi. Io non rifiuto la tecnologia, ne riconosco la straordinaria utilità, ma non credo che favorisca un autentico processo di apprendimento in quanto lo accelera con un'overdose di informazioni senza conoscenze. L'insegnamento è una cosa complessa in cui l'elemento emozionale gioca un ruolo fondamentale nel processo di apprendimento. E ciò vuole dire che un'ora di lezione fatta da un insegnante  che sia un maestro di vita  può determinare in un ragazzo una futura scelta di vita.
Dunque, ben venga la tecnologia a darci una mano in questo difficile momento che l'Italia intera sta vivendo, ma non dimentichiamoci che la scuola sta vivendo comunque la più grave crisi che la storia ricordi, che la società sta affondando in un degrado educativo e culturale senza precedenti. 
Per questi motivi ci aspettiamo che il governo colga questa occasione per rimettere la scuola al centro della politica, dopo tanto scempio che di essa s'è fatto.

domenica 1 marzo 2020

Nemesi ai tempi del coronavirus

In questi giorni di angoscia e di follia collettiva per il diffondersi di un virus influenzale o poco più, nel Nord della nostra Italia, riemerge Nemesi in tutta la sua potenza! Sembra proprio che nel momento culminante di un'epidemia di odio dilagata nel nostro Paese (e non solo) contro lo straniero, africano o asiatico che sia, questa sì più contagiosa del coronavirus, arrivi dal Cielo la giustizia riparatrice. I settentrionali, che fino a ieri schifavano i meridionali, si trovano oggi nella condizione di essere scacciati dal Sud per paura del contagio; gli italiani, anche quelli sani, che arrivano sulle grandi navi da crociera vengono respinti  dalla Cina, dal Giappone, dagli Usa, dal mondo intero.
Sarebbe allora questa la giusta opportunità per noi italiani di riscoprire il senso dell'appartenenza alla stessa comunità, al di là di tutte le differenze, per combattere contro un nemico comune, contro cui nulla può  né la Divina Scienza né la tanto idolatrata Tecnologia. Riscopriamo l'Umanità, come ci hanno insegnato i grandi del passato, testimoni anche loro e prima di noi di eventi catastrofici che hanno devastato intere civiltà. Quando il nemico ci è di fronte dobbiamo unirci in fratellanza, dobbiamo riscoprire quel senso dell'Humanitas che ci appartiene ma che si sta  invece perdendo  nel trionfo di un progresso solo apparente!