giovedì 29 gennaio 2015

Mi scusi presidente

Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po' sfasciato.
E' anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che tutto è calcolato
e non funziona niente.
Sarà che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
Persino in parlamento
c'è un'aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini.
Allora qui mi incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
cos'è il Rinascimento.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio.

Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c'è un'altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido “Italia, Italia”
c'è solo alle partite.
Ma un po' per non morire
o forse un po' per celia
abbiam fatto l'Europa
facciamo anche l'Italia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.

G.G.

venerdì 23 gennaio 2015

Alì dagli Occhi Azzurri

Pier Paolo Pasolini 


                             Alì dagli Occhi Azzurri
                             uno dei tanti figli di figli,
                             scenderà da Algeri, su navi
                             a vela e a remi.Saranno
                             con lui migliaia di uomini
                             coi corpicini e gli occhi
                             di poveri cani dei padri
sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sè i bambini,
e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua.
Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali.
                             Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,
                             a milioni, vestiti di stracci
                             asiatici,e di camicie americane.
                             Subito i Calabresi diranno,
                             come da malandrini a malandrini:
                             " Ecco i vecchi fratelli,
                             coi figli e il pane e formaggio!"
                             Da Crotone o Palmi saliranno
                             a Napoli, e da lì a Barcellona,
                             a Salonicco e a Marsiglia,
                             nelle Città della Malavita.
                             Anime e angeli, topi e pidocchi,
                             col germe della Storia Antica
                             voleranno davanti alle willaye.



                             Essi sempre umili
                             essi sempre deboli
                             essi sempre timidi
                             essi sempre infimi
                             essi sempre colpevoli
                             essi sempre sudditi
                             essi sempre piccoli,
essi che non vollero mai sapere, essi che ebbero occhi solo per implorare,
essi che vissero come assassini sotto terra, essi che vissero come banditi
in fondo al mare, essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo,
                             essi che si costruirono
                             leggi fuori dalla legge,
                             essi che si adattarono
                             a un mondo sotto il mondo
                             essi che credettero
                             in un Dio servo di Dio,
                             essi che cantavano
                             ai massacri dei re,
                             essi che ballavano
                             alle guerre borghesi,
                             essi che pregavano
                             alle lotte operaie...

martedì 20 gennaio 2015

sabato 17 gennaio 2015

La scuola come antidoto contro la violenza

Quando nel mondo dilaga la violenza e l'orrore, come è accaduto nei giorni scorsi a Parigi, mi accorgo che fare l'insegnante è il mestiere più bello del mondo. Infatti  chi può dare messaggi di verità, di bellezza, di giustizia più dell'insegnante, attraverso la letteratura, la filosofia, l'arte?

lunedì 5 gennaio 2015

Quando si spegne una stella

Stamani la terribile notizia: è morto Pino Daniele. Si è spenta una stella che brillava di luce propria nel firmamento delle luci riflesse. L'autenticità connotava il suo stile, il suo modo di trattare la musica facendone un mezzo formidabile di comunicazione immediata e profonda di sentimenti e passione...
Non era soltanto la voce di Napoli, delle sue vie, dei quartieri e dei bassi, del sole e del mare.  Era la voce del Sud, il suo lamento perenne, la sua voglia di riscatto, la sua ribellione di fronte ai soprusi dei potenti.  Ha cantato la bellezza, l'amore, l'amicizia  e tutti i sentimenti più nobili. Ci ha fatto sentire vicini, compagni in un destino comune, ci ha fatto sognare e sperare nei momenti più bui. Era veramente una stella luminosa che guidava il cammino nel nostro sentiero spesso privo di luce!