lunedì 28 dicembre 2009

Per l'anno che verrà... Un augurio

Mi auguro che il 2010 sia l'anno della scuola, nel senso almeno di una finalmente convinta considerazione della scuola da parte della politica e della società. Alla politica è demandata la determinazione nell'affrontare un totale ripensamento del sistema scolastico, in risposta alle esigenze sempre più complesse della società civile, alla società si chiede una maggiore responsabilità nell'utilizzo della scuola come elemento di mobilità sociale autenticamente democratica. Si chiede in particolare alle famiglie di indirizzare i propri figli ad una scuola, ad un tipo di scuola che non sia la proiezione di ambiziose aspettative per inseguire il facile successo professionale ad ogni costo, ma sia invece l'approdo più rispondente alle attitudini naturali dei propri ragazzi, che non possono essere indirizzati ad un tipo di scuola del tutto inadeguato a loro. La maggioranza dei ragazzi che lasciano le medie si riversano nei licei, perché questo tipo di scuola è l'unico in grado di dare una parvenza di formazione in un sistema che penalizza fortemente gli istituti professionali, declassati a scuole di serie B. Questa situazione, a sua volta, come in un gioco di domino,determina un abbassamento degli standard formativi nei licei i quali, da anni ormai, vanno svuotando sempre più il loro curriculum di reali conoscenze e competenze, per adattarsi forzatamente ad un'utenza per lo più inadeguata. In questo mio augurio voglio includere anche la scuola, che non é senza colpe in tale appiattimento culturale, per non dire in questo sfacelo.
Alla scuola si deve chiedere di misurare saggiamente le capacità di ciascun allievo e di metterlo nelle condizioni di assolvere a quelle funzioni per le quali si sente portato per disposizione naturale. "L'educazione perfetta è quella che alleva ogni essere umano perché occupi precisamente il posto che deve occupare nella gerarchia sociale, senza stravolgere, nel processo educativo, la sua individualità", e lo dice Aldous Huxley, non io, intendiamoci!...
In conclusione, l'augurio per l'anno che verrà è che la scuola riaffermi con coraggio il sacrosanto principio dell'umana dignità, altrimenti rischia di formare una massa di arrabbiati senz'anima, cittadini confusi, indifferenti e privi di progettualità.

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