In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:"Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. "Davanti a Lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separeà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, "e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. "Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra:"Ventite, benedetti dal padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, "perchè ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, "nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi".
"Allora i giusti gli risponderanno:"Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere?... E il re risponderà loro:"In verità vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me"
lunedì 7 novembre 2016
domenica 9 ottobre 2016
Il sommo della Scienza
Francesco De Sanctis era solito dire: " Il sommo della Scienza può
essere spesso il punto più basso della vita di un popolo. La scienza
corrisponde alla maturità nella vita dei popoli, e dopo la maturità viene la
decadenza e la morte. La scienza cresce a spese della vita."
domenica 4 settembre 2016
Il lusso (secondo Bruno Munari)
Il lusso è la manifestazione della ricchezza incivile che vuole impressionare chi è rimasto povero. E' la manifestazione dell'importanza che viene data all'esteriorità e rivela la mancanza d'interesse per tutto ciò che è elevazione culturale. e' il trionfo dell'apparenza sulla sostanza.
Il lusso è una necessità per tanta gente che vuole avere una sensazione di dominio sugli altri. Ma gli altri se sono persone civili sanno che il lusso è finzione, se sono ignoranti ammireranno e magari invidieranno chi vive nel lusso. Ma a chi interessa l'ammirazione degli ignoranti? Forse agli stupidi. Infatti il lusso è una manifestazione di stupidità. Naturalmente il lusso è legato all'arroganza e al dominio sugli altri. E' legato a un falso senso di autorità, per cui chi ostenta ricchezze s'illude di dominare sugli altri. La vera ricchezza è invece non l'avere, ma l'essere, come c'insegna Erich Fromm.
Il lusso è una necessità per tanta gente che vuole avere una sensazione di dominio sugli altri. Ma gli altri se sono persone civili sanno che il lusso è finzione, se sono ignoranti ammireranno e magari invidieranno chi vive nel lusso. Ma a chi interessa l'ammirazione degli ignoranti? Forse agli stupidi. Infatti il lusso è una manifestazione di stupidità. Naturalmente il lusso è legato all'arroganza e al dominio sugli altri. E' legato a un falso senso di autorità, per cui chi ostenta ricchezze s'illude di dominare sugli altri. La vera ricchezza è invece non l'avere, ma l'essere, come c'insegna Erich Fromm.
lunedì 25 luglio 2016
LA SCUOLA SMARRITA
La Buona Scuola di Renzi non è una buona scuola , se umilia e schernisce i suoi insegnanti.
La Buona Scuola di Renzi non è una buona scuola, se i suoi alunni non studiano, sono distratti, scurrili e violenti, nonostante tutto.
La Buona Scuola di Renzi non è una buona scuola, se non valuta, e nemmeno sa farlo, la dignità dell'insegnante che è solo nell'aula a fronteggiare molti nemici e ogni volta, più volte nella stessa giornata, deve guadagnarsi il silenzio che onori la sua parola, mentre nessuno lo applaude.
Non è una buona scuola se non comprende che la funzione insostituibile per il suo mantenimento è l'insegnante, e non qualsivoglia sua tecnica o metodo.
Non è una buona scuola, se non comprende che lo stile educativo del docente è fatto di cultura, sensibilità e intelligenza e il tutto non può essere oggetto di valutazione sommaria.
La scuola è smarrita, amareggiata, depressa, frustrata, piegata all'arroganza di un potere falsamente democratico che pretende di annientare per sempre l'idea stessa di educazione.
In nome di una pedagogia neoliberale, che riduce la scuola a un'azienda atta a produrre competenze adeguate al proprio sistema economico, si apre una pista che porta alla disumanizzazione e al vuoto esistenziale.
La Buona Scuola di Renzi non è una buona scuola, se i suoi alunni non studiano, sono distratti, scurrili e violenti, nonostante tutto.
La Buona Scuola di Renzi non è una buona scuola, se non valuta, e nemmeno sa farlo, la dignità dell'insegnante che è solo nell'aula a fronteggiare molti nemici e ogni volta, più volte nella stessa giornata, deve guadagnarsi il silenzio che onori la sua parola, mentre nessuno lo applaude.
Non è una buona scuola se non comprende che la funzione insostituibile per il suo mantenimento è l'insegnante, e non qualsivoglia sua tecnica o metodo.
Non è una buona scuola, se non comprende che lo stile educativo del docente è fatto di cultura, sensibilità e intelligenza e il tutto non può essere oggetto di valutazione sommaria.
La scuola è smarrita, amareggiata, depressa, frustrata, piegata all'arroganza di un potere falsamente democratico che pretende di annientare per sempre l'idea stessa di educazione.
In nome di una pedagogia neoliberale, che riduce la scuola a un'azienda atta a produrre competenze adeguate al proprio sistema economico, si apre una pista che porta alla disumanizzazione e al vuoto esistenziale.
sabato 9 luglio 2016
mercoledì 1 giugno 2016
Le vie del merito sono infinite
Parlare di merito e di meritocrazia nella scuola, per me, è pura utopia, e per di più argomento pericolosissimo. Mi rivolgo al Ministro o a chi per Lei abbia avuto questa balzana idea di introdurre il "merito" nella scuola italiana: On.le Ministro, ma lei si rende conto che la scuola non è altro che lo specchio della società italiana, malata di corruzione in ogni suo ambito? Lei sa che in questi ultimi anni (più di un decennio) c'è stata nelle scuole una corsa forsennata ad accaparrarsi titoli e crediti per il proprio curriculum, per lo più falsi, comprati con denaro contante da chi già sapeva che sarebbero stati spendibili, prima o poi? Lei è riuscita ad immaginare che la questione del merito avrebbe richiesto una valutazione con dei criteri che necessariamente dovranno tener conto di titoli per attribuire un punteggio? Altrimenti , come fa il povero Dirigente a stabilire chi è più competente? perchè è di questo che si dovrà discutere, di competenze! Ora, tra competenze dichiarate con tanto di marca da bollo e competenze vere messe in campo da operatori silenziosi, chi stabilisce la differenza? Riconoscere i docenti meritevoli vorrebbe dire far emergere quei lavoratori che operano nelle aule a diretto ed esclusivo rapporto con gli alunni, che non passano tutto il loro tempo fuori dell'aula con la scusa di collaborare con il Dirigente, che possiedono la disciplina, che hanno una cultura ampia e approfondita, che sanno dialogare con le famiglie, con il preside, che hanno competenze didattiche, metodologiche, pedagogiche, psicologiche... insomma competenze talmente complesse che non entrano in nessuna griglia di valutazione. Altro che criteri oggettivi! Alla fine penso che nelle scuole si verrà a creare un'ulteriore penalizzazione del merito, come d'altra parte succede in Italia in tutti gli ambiti della vita sociale!
martedì 31 maggio 2016
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