martedì 31 dicembre 2013
venerdì 29 novembre 2013
sabato 23 novembre 2013
Il giorno dopo (il sisma dell'80)
All'alba del giorno dopo tutto era già successo:
le case crollate, i ponti spezzati,
le vite di tanti ingoiate
da vortici nella profondità della terra.
Restava alla vista uno scenario
agghiacciante di fine del mondo.
Corpi distesi in sudari di morte
impolverati, allineati sui bordi
delle strade, sui marciapiedi
in mezzo alla piazza
nera di fumo sotto un cielo
stridente di azzurro.
Camminavo, arrancavo sulle macerie
i piedi leggeri per non calpestare
né i morti né i vivi
pazienti, gementi
in attesa di tornare alla luce.
Scarpe spaiate, brandelli di vesti
cassetti aperti
traboccanti
di vita vissuta
bambole riverse
arruffate cadute
nella polvere
facce di padri,
di madri stremate...
Ovunque lamenti, pianto e dolore.
E' questo l'inferno? diceva il mio cuore.
Ti prego, Signore, rimetti ordine in questo caos infernale!
Asciuga questo mare
di lacrime amare!
Il mio paese non merita
tanta sciagura.
Ma a tanto dolore
nessuna consolazione
nessuna
il sole di novembre ci seppe dare.
R.C.
le case crollate, i ponti spezzati,
le vite di tanti ingoiate
da vortici nella profondità della terra.
Restava alla vista uno scenario
agghiacciante di fine del mondo.
Corpi distesi in sudari di morte
impolverati, allineati sui bordi
delle strade, sui marciapiedi
in mezzo alla piazza
nera di fumo sotto un cielo
stridente di azzurro.
Camminavo, arrancavo sulle macerie
i piedi leggeri per non calpestare
né i morti né i vivi
pazienti, gementi
in attesa di tornare alla luce.
Scarpe spaiate, brandelli di vesti
cassetti aperti
traboccanti
di vita vissuta
bambole riverse
arruffate cadute
nella polvere
facce di padri,
di madri stremate...
Ovunque lamenti, pianto e dolore.
E' questo l'inferno? diceva il mio cuore.
Ti prego, Signore, rimetti ordine in questo caos infernale!
Asciuga questo mare
di lacrime amare!
Il mio paese non merita
tanta sciagura.
Ma a tanto dolore
nessuna consolazione
nessuna
il sole di novembre ci seppe dare.
R.C.
sabato 16 novembre 2013
mercoledì 16 ottobre 2013
Il mito del centauro Chirone
Secondo Machiavelli, il leggendario personaggio mezzo uomo e mezza bestia al quale fu affidato il compito di educare Achille, Ercole, Teseo e Giasone, nasconde un profondo insegnamento:
l'uomo deve sapere essere come il centauro, mezzo uomo e mezza bestia cioè sapere impiegare tanto le qualità umane di intelligenza, saggezza e lealtà, quanto le qualità più proprie delle bestie, come la forza.
l'uomo deve sapere essere come il centauro, mezzo uomo e mezza bestia cioè sapere impiegare tanto le qualità umane di intelligenza, saggezza e lealtà, quanto le qualità più proprie delle bestie, come la forza.
venerdì 9 agosto 2013
La piazza luogo dell'incontro e della memoria
E se la piazza in ogni piccolo paese ritornasse ad essere il luogo dell'incontro e della memoria, com'era un tempo?...
Quando io ero una bambina, al mio paese, le case erano soltanto l'indispensabile rifugio che proteggeva dal freddo e dalle intemperie, e parlo non solo della mia casa, piccola, modesta e appena appena capace di contenere tutta la famiglia, parlo delle case di tutti le quali avevano più o meno le stesse dimensioni, ma soprattutto le stesse caratteristiche. C'erano ovviamente le case dei ricchi con qualche stanza in più, con più ornamenti, ma la vita familiare fra le pareti domestiche era la stessa per tutti. Più importante era lo spazio esterno, i vicoli, le piazze, le strade. Era qui che si consumava il nostro tempo, soprattutto era la piazza il cuore vivo e pulsante dell'intera comunità. S. Angelo dei Lombardi aveva allora la piazza più bella e più moderna di tutti gli altri paesi del circondario ed era l'orgoglio di tutti, giovani e vecchi. Essa s'inseriva tra la Cattedrale e il Castello come in un'enclave chiusa e protetta, con magnifici marciapiedi alberati e un'ampia via nel mezzo, inondata di luce in pieno giorno e illuminata da un cielo lunare puntellato di luminosissime stelle nelle lunghe sere d'estate. Ah!... Le lunghissime sere d'estate, piena la piazza di gente che conversava con affabulante ironia per ore ed ore, tanto che ci dispiaceva dire "Buona notte, a domani!"
La piazza ci assorbiva, ci esaltava, ci riempiva il cuore come solo può fare un amorevole amico sempre presente! Le case allora rimanevano sullo sfondo, sparivano quasi, riservate alle cure segrete di chi le abitava. La nostra vita era fuori, nelle strade, nella piazza dove le differenze sociali, ideologiche, di classe si annullavano in una comunanza di vita che ci affratellava rendendoci una grande famiglia. Nella piazza abbiamo conosciuto altri luoghi, altre usanze, ci siamo confrontati, talvolta anche con qualche amarezza, con persone che vivevano a Roma, a Napoli, a Milano, giacché venivano a villeggiare nel nostro paese e si distinguevano da noi per il loro abbigliarsi, per qualche nota di lusso nelle loro consuetudini, macchine importanti, moto, bici. Tutto questo era per noi bello, esaltante e malgrado la nostra povertà ci sentivamo alla pari. La piazza era di tutti, era la nostra piazza e c'era sempre un angolo che ci apparteneva.
Nelle strade si sentiva il vociare di tanti bambini festosi che tutto il giorno instancabilmente si rincorrevano, giocavano a nascondino, a palla prigioniera, alla settimana, a calcio fino a sera tarda, quando le mamme li richiamavano per lavarli, farli cenare e metterli a letto esausti e felici per la giornata piena di gioco. Sulle strade si affacciavano tante botteghe di umili ma bravi artigiani, calzolai, sarti, barbieri, mentre gli unici due bar del paese ospitavano i soliti sfaccendati che giocavano a carte nei lunghi pomeriggi assolati...
Questa era la nostra vita, semplice e piena di piccole ma grandi soddisfazioni, stavamo bene, avevamo un'unica grande casa che ci accoglieva tutti!
domenica 14 luglio 2013
Iscriviti a:
Post (Atom)