lunedì 7 marzo 2022

Le donne... questo mistero

 


“Le donne fanno spesso l’errore di perdersi.
Si perdono in amori sbagliati,
in storie che le consumano,
in amicizie deludenti,
in giornate tristi.
A volte, le donne si consumano.
E un poco alla volta smettono di sorridere,
di ballare, di meravigliarsi.
E poi fanno l’errore più grande.
Si dimenticano chi sono e come lo sono diventate.
Dimenticano di essere speciali. E rare.
Poi, però, ed è questa la bellezza delle donne,
arriva un giorno in cui stravolgono tutto,
e dicono “no, così non va”.
E riaprono gli occhi.
E in quel momento,
guardandosi allo specchio,
si ritrovano.
In uno sguardo nuovo.
In una pettinatura insolita.
In una sfrontatezza improvvisa.
Si riscoprono uguali, ma diverse.
Più forti. Più vive.
Ed è bellissimo
quando una donna si innamora
di sé stessa”

(Riccardo Bertoldi)

martedì 1 marzo 2022

Le ragioni della pace e della guerra

Questo dialogo è stato scritto dai miei alunni di qualche tempo fa durante le attività di un laboratorio di scrittura creativa. Il testo fu rappresentato con recitazione in teatro in occasione della giornata della memoria. 

 GUERRA: Io sono sempre esistita, sono la forza del mondo, il motore del progresso, il riferimento costante per la costruzione del tempo storico. Nei secoli sono stata santa, giusta, difensiva, espansiva, sempre presente nella storia dell'umanità. Io sono figlia di Caino, che il Signore lasciò peregrino sulla terra dopo che aveva ucciso il fratello Abele, dalla sua discendenza sono arrivata fino ad oggi; il Signore mi ha concesso questa lunga permanenza sulla terra e ci resterò fino alla fine del mondo. La stessa Roma ed il suo Impero non sarebbero mai sorti se Romolo non avesse ucciso il fratello Remo.

 PACE: Io sono la tranquillità dell'ordine, il dominio razionale sugli impulsi animali presenti nell'uomo. Io sono l'armonia, la concordia, il perdono, la misericordia, la clemenza, la risposta agli istinti distruttivi e nefasti. 

GUERRA: Non sempre si può perdonare, alla guerra si risponde con la guerra, è fatale! 

PACE: Il mondo, però, è il teatro della guerra, bisogna custodirlo con cura, come cosa che non è solo nostra, che ci è concessa per conservarla e lasciarla ai nostri figli ed essi a loro volta per saecula saeculorum... 

GUERRA: Alla violenza si risponde con la violenza; io sono pronta per essere usata contro la brama di chi vuole impossessarsi dei territori altrui, io sono per chi vuole essere liberato dalla schiavitù per dare onore a chi comanda secondo la legge. 

PACE: E non pensi alle conseguenze che puoi provocare? 

GUERRA: Se uso le bombe è per buone ragioni, io mi adopero per fermare le cose terribili fatte a gente innocente: persecuzioni, genocidi, esilio. 

PACE:  Le cose terribili di cui tu parli finora le hai compiute tu sola, più che tutte le azioni malvage degli uomini in ogni parte del mondo. Tu stai dalla parte sbagliata.

GUERRA: Io sono per la la risoluzione definitiva e la più concreta possibile delle controversie e dei conflitti. Agisco con chiarezza ed obiettivi specifici, non sono per i modi subdoli di prevalere annichilendo docilmente, delicatamente per sentieri che si dice siano quelli di Dio. Io agisco alla luce del sole, con strumenti visibili a tutti: le bombe, i fucili, le mitraglie, i carri armati, i missili. 

PACE: Su questo io convengo, ci sono guerre senza spargimento di sangue, in cui le grida, i lamenti sono soffocati nell'intimo, e l'angoscia, il dolore come pietrificati, inespressi, ma queste sono altre forme di guerra. Se tu vuoi fare intendere che rispetto al passato oggi sei più "intelligente," t'illudi. Tu sei stata, sei e sarai sempre cieca e insensata! Pensa per un attimo alle mine, uno dei tuoi ordigni di morte, le hai disseminate ovunque in certe parti del mondo, e sono esse sempre in agguato, persino in un semplice campo. Pensa, una bambina raccoglie per caso primule e viole in un prato rincorrendo i suoi sogni, ed ecco all'improvviso un botto, una grande esplosione e della bambina, dei fiori, del prato non rimane più niente, nemmeno uno stelo! Tutto distruggi, in un modo o in un altro!


GUERRA: Solo distruggendo si rigenera il tutto. 

PACE: Tu ti nutri di odio, di quell'odio che mai s'addormenta, che sempre vigile, attento, deciso trascina i più deboli sapendo creare persino bellezza, poiché suo fratello è il denaro. 

GUERRA: NO, non parlare di odio, io faccio appello al diritto, quello della forza, un diritto antico quanto il mondo: vince chi è il più forte. E' questa la logica prevalente nel mondo. Piuttosto, tu che ti chiami Pace, sei forse il benessere materiale? il Consumismo sfrenato? o l'intrallazzo? Insomma, Pace vuol dire assenza di guerra o piuttosto assenza di azione, immobilismo, conservazione, inerzia? Io dal canto mio mi sono evoluta, oggi posso chiamarmi guerra chirurgica, pulita, dispongo di bombe intelligenti, di missili a lunga gittata, di radar, armi nucleari in grado di distruggere il mondo intero in un attimo. 

PACE: Chi ostenta la propria intelligenza è di solito uno stupido. Ho visto gli effetti delle tue bombe intelligenti: colpivano treni con tanti passeggeri, profughi in cammino verso la salvezza, acquedotti che portavano acqua a chi aveva sete, scuole dove bambini inermi sognavano un futuro felice, una vita di pace. Le bombe sono ordigni di morte nelle mani di uomini senza coscienza.

GUERRA: I miei amici sono i potenti, quelli che promettono e poi non mantengono le loro promesse, sono coloro che profanano le chiese con la loro ipocrisia, che rubano al povero il suo pezzo di pane, che inneggiano al loro unico Dio, il denaro.

PACE: Questi tuoi amici dimenticano di essere mortali fra tutti gli altri mortali.

sabato 1 gennaio 2022

Il cambiamento che verrà

Ripensare la scuola, ora o mai più. Il ministro Bianchi ha annunciato che a settembre comincerà un anno costituente per la scuola italiana, finalmente messa al centro dell’azione politica. Ci piacerebbe che così fosse, ma siamo certi che i veri problemi della scuola il ministro non li conosca, come non li conosceva la precedente ministra Azzolina, benché provenisse lei stessa dal mondo della scuola, come non li conoscono i tanti giornalisti che spavaldamente ne parlano come se fosse di loro competenza. La conseguenza di tutto questo gran parlare fa sì che sulla scuola da troppo tempo ormai grava una vuota retorica che non coglie minimamente la realtà e anzi la travisa. Quello della scuola è un mondo chiuso, asfittico e ridondante, una macchina farraginosa che procede per inerzia, svuotata di ogni valore. Nessuno può sapere come funziona se non chi vi opera all’interno da tanti anni e vede con i propri occhi lo sfacelo consumato per anni nel tentativo di rincorrere il nuovo. Pensiamo ad esempio alla valutazione degli apprendimenti, condizionata ormai anche dalle pressioni dei genitori diventati negli ultimi tempi il sindacato dei figli, nelle scuole di tutta Italia. Chi si è mai preoccupato di arginare questa sciagura abbattutasi sulla scuola col beneplacito di dirigenti, funzionari e figure gerarchiche ai più alti livelli? A me personalmente è capitato più di una volta di essere contestata da genitori per un voto non sufficiente dato al loro figlio, addirittura sono stata richiamata per non avere dato un dieci ad un compito deludendo l’aspettativa di una madre che pretendeva di competere con me, non essendo un’insegnante e nemmeno laureata. Ma di simili episodi ogni scuola ha le sue stimmate ed anche questi hanno determinato la promozione per tutti, con conseguente valutazione al rialzo netto dei voti. Da almeno un decennio nelle scuole vige un sistema di valutazione che parte dal 6 cosiddetto politico per arrivare agli esami di maturità con i 10, che altro non sono se non 8, 7, 6, mentre i 6 sono 4. Bella cosa! Insomma dalla scuola, diciamo un liceo classico o scientifico, (le scuole professionali e tecniche sono un altro mondo di cui si dovrà parlare in altra occasione), può capitare che escano con un diploma che attesti competenze sufficienti ragazzi che hanno carenze anche gravi nelle discipline fondamentali. A parte il fatto che siffatto sistema per me è altamente diseducativo in quanto disabitua i giovani alle sconfitte come momenti di crescita e di miglioramento, ma soprattutto fa immaginare come questi affronteranno le professioni future, perché dato per scontato che la laurea oggi non si nega a nessuno e tutti possono aspirare a diventare medici, ingegneri, architetti, pensate che una buona formazione non incida su una solida professionalità? Se poi vediamo morire i pazienti o crollare i ponti ce la facciamo la domanda “ ma questi come hanno studiato?”. Io non ho mai pensato alla bocciatura come punizione o come mezzo si selezione discriminatoria, però se un alunno non consegue neppure gli obiettivi minimi delle discipline ha sbagliato indirizzo oppure non è portato per lo studio. Ma che c’è di male in questo? Le famiglie ne fanno una questione di onore e accampano assurde pretese dalla scuola che a furia di rispondere alla clientela e alla richiesta del mercato, ha ceduto riducendo sempre più i propri obiettivi. Basti pensare al latino. Pur di renderlo piacevole e accattivante lo si è marginalizzato come lingua morta e non spendibile sul mercato, mentre la verità è che la lingua latina fa la differenza reale fra chi sa e chi non sa, fra chi è capace e chi non lo è. Ma dire questo oggi è una bestemmia. Il latino non si fa più nemmeno alla Facoltà di lettere classiche come un tempo. Tornando quindi al tema della valutazione, mi chiedo come si sia arrivati a concepire la bocciatura addirittura come un danno irreparabile. Io al contrario sono convinta che promuovere chi non lo merita procura un grave danno non solo individuale ma sociale. Innanzitutto si creano illusioni nelle famiglie e nei ragazzi che si fanno l’idea di avere conoscenze e competenze che non hanno e nella società perché andrebbe a creare un’ingiusta diseguaglianza, mettendo i bravi e i meritevoli in concorrenza con chi ha dalla sua amicizie e relazioni, perpetuando il nostro antico italico malcostume che tanti danni ha creato. A questo si aggiunge il fatto che i ragazzi bravi e meritevoli, i migliori cervelli, per dirla con un’espressione oggi in voga, sono costretti ad espatriare perché in Italia il lavoro c’è solo per i figli di che conseguono con fior di quattrini le lauree più prestigiose, se mai all’estero e in istituzioni private, occupando posti chiave nella Pubblica Amministrazione o nelle libere professioni. Io mi auguro che l’anno che verrà sia veramente l’anno costituente della scuola italiana. Alla politica è demandata la determinazione nell'affrontare un totale ripensamento del sistema scolastico, in risposta alle esigenze sempre più complesse della società civile, alla società si chiede una maggiore responsabilità nell'utilizzo della scuola come elemento di mobilità sociale autenticamente democratica.

mercoledì 19 maggio 2021

Ieri, 18 maggio 2021 un'altra stella del firmamento musicale s'è spenta. Ci lascia il maestro Franco Battiato, supererà le correnti gravitazionali lo spazio e la luce realizzando i suoi sogni, mentre noi vivremo una vita un poco più opaca senza di lui.

venerdì 5 marzo 2021

 

DAD o non  DAD, la scuola ha perso.

 

Per la forte incidenza della variante inglese Covid e per l’aumento  esponenziale dei contagi (in Campania si contano  duemilacinquecento casi al giorno), chiudono le scuole di ogni ordine e grado in  quasi tutta l’Italia. Per la  Campania è prevista zona rossa dalla settimana prossima e di conseguenza la chiusura delle scuole d’infanzia, elementari, medie  e superiori, con grande disagio delle famiglie. Penso a quei genitori che dovendo lavorare o in smart working o fuori casa  sono nella complicata situazione di dover badare ai bambini e lavorare nello stesso tempo. Il problema  scuola sta ricadendo in modo pesante sulla fascia di età compresa fra i tre e i tredici anni, ossia scuola d’infanzia e medie. Non riesco infatti ad immaginare come i bambini possano rimanere dietro un monitor per gran parte della mattinata, senza essere seguiti da una persona accanto che li guidi e li porti per mano  verso l’acquisizione della pratica della scrittura e della lettura. E’ una situazione veramente difficile per tutti quella che stiamo vivendo e, se non  si prosegue su larga scala la campagna vaccinale, non so proprio come ne usciremo, soprattutto non saprei quando potrebbe finire quest’incubo che sta incombendo sulle nostre vite.

 Alle superiori la didattica a distanza sta procedendo relativamente bene, se escludiamo i quotidiani problemi di connessione, di audio o di webcamera, ma preoccupa molto  la dispersione di un certo numero di alunni in ogni istituto. Si calcola approssimativamente che almeno  due  o tre ragazzi per classe  hanno smesso di frequentare le lezioni a causa dell’obbligata condivisione di un unico computer con più membri della  famiglia, fratelli o genitori oppure per  la mancanza di uno spazio adeguato, ossia una cameretta personale in cui non ci siano altre persone. A chiedere poi ai ragazzi se la didattica a distanza fornisce un’adeguata preparazione, la risposta è per lo più negativa, soprattutto per la difficoltà di concentrazione nel seguire le lezioni online e per la stanchezza dovuta alle eccessive ore davanti al computer. Intanto, in questo momento non c’è alternativa, la salute e la sicurezza vengono prima di tutto, e la DAD consente quantomeno di mantenere il contatto coi ragazzi e di svolgere i regolari programmi, almeno formalmente.

Il nuovo ministro, Patrizio Bianchi, in qualche intervista rilasciata nei giorni scorsi ha fatto intendere che la scuola dovrà ripartire in presenza quanto prima ed ha dichiarato che al ministero si sta lavorando per investire risorse  in questa fase. La prima operazione è chiaramente la vaccinazione di tutto il personale della scuola, per il dopo si prevedono “ristori” formativi per sopperire alle povertà educative accumulate in tanti mesi di scuola surrettizia. Probabilmente l’anno scolastico si chiuderà più tardi, non prima del 30 giugno, ad esclusione degli studenti che dovranno fare gli esami di terza media  e di quinta superiore. Guardando oltre l’emergenza l’unica novità per il momento è che  la DAD non sarà più un ripiego ma piuttosto sarà considerata come arricchimento ed integrazione per costruire una nuova scuola. Non si parla ancora di innovazioni nei contenuti delle discipline né di stravolgimenti sistemici e strutturali.  Intanto, chi ripaga i ragazzi  del lungo isolamento, della mancanza di contatto fisico, della socialità per loro così fondamentale? Passano da oltre un anno tutto il loro tempo davanti ad un computer, non hanno più la gioia di uscire nel mondo reale accettando le sfide della vita quotidiana, non curano più la propria persona, limitano le loro attività di relazioni fisiche, non praticano sport. Usciranno da questa esperienza con una frattura insanabile nella loro identità sociale.

 

domenica 31 gennaio 2021

Quelli che vanno via

Che pena venire a sapere della morte di un giovane del nostro paese, della nostra Irpinia, che era andato al Nord per un lavoro provvisorio che qui non avrebbe trovato! Che pena, che il giovane sia Domenico Carraro, sensibile e raffinato poeta, schivo, dolce e pieno di sogni e di progetti! Quanti come lui, strappati a questa terra ingrata, ai loro cari, agli amici dovranno ancora emigrare dai nostri paesi in cerca di lavoro?Chi va via paga sempre il prezzo più alto, accettando anche di fare un lavoro molto al di sotto delle proprie aspettative e dei propri meriti . Domenico era laureato in lettere e Filosofia ed aveva accettato di lavorare come collaboratore scolastico in una scuola. Ha trovato la morte lontano da casa, in Val Camonica, per un'assurda fatalità. Se non fosse partito, se fosse rimasto qui, se avesse trovato qui un lavoro, sarebbe vivo, come si fa a non pensarci? 

 Quelli che partono sono quelli che non cedono la propria dignità a chi in queste zone promette posti di lavoro solo nelle campagne elettorali e poi non mantiene le promesse, perché lavoro non ce n'è, o meglio quel poco che c'è viene dato in cambio di pacchetti di voto.

Qui siamo ancora invischiati in quell'informe garbuglio in cui la politica controlla tutto, ogni assunzione, ogni progetto a termine, ogni posto in ospedale, ogni appalto, e chi è dentro il sistema è dentro, chi è fuori è fuori.  

domenica 24 gennaio 2021

FRA DAD e DID NON CI RESTA SCELTA

 L'anno scolastico 2020-2021 sarà ricordato negli annali della storia della pubblica istruzione in Italia. Nel nostro paese la pandemia ha già fatto registrare il più elevato numero di morti rispetto all'Europa e le cause le conosciamo tutti, dopo i tagli drastici che sulla sanità si sono abbattuti negli ultimi decenni.

 La stessa situazione si registra anche nella scuola, attualmente in una situazione di caos organizzativo senza precedenti, che va ad aggiungersi ai pregressi problemi strutturali e di sistema determinati anch'essi da anni di abbandono e di degrado, anche educativo.  I provvedimenti messi in atto finora dal governo per mantenere le scuole aperte e in piena efficienza si sono rivelati inadeguati, se pensiamo che dal mese di marzo 2019 ad oggi non è cambiato nulla in termini di miglioramento dei mezzi di trasporto, che richiedeva l'aggiunta di qualche autobus in fasce orarie differenziate sia per l'andata sia per il rientro a casa dei ragazzi. Sembra oggi che finalmente l'Air Mobilità abbia attuato il piano di trasporti , che dovrebbe partire entro il prossimo 1 febbraio 2021. Si prevede un aumento dei mezzi su strada e del numero delle corse. Si legge che saranno 36 i bus in più previsti dall'azienda dei trasporti con un aumento complessivo di 92 corse complessive in entrata e in uscita. Staremo a vedere se nei trasporti sarà stata colta l'opportunità di rivoluzionare il sistema in provincia di Avellino, che fino a  ora era da Terzo o Quarto mondo. Dunque, si torna a scuola il 1 febbraio dopo tre mesi di DAD. Nella mia scuola avremo didattica in presenza per 12-13 alunni e il rimanente della classe seguirà da casa, si andrà dunque in regime DID (Didattica integrata digitale) e che Dio ce la mandi buona!

Rimane il problema che se per caso dovesse risultare positivo al Covid un alunno, un professore o un qualsiasi altro operatore della scuola, si ritornerà di corsa in DAD. E allora, scuola chiusa, disinfezione degli ambienti, e daccapo! Ma dico io, non si poteva partire da uno screaning per tutto il personale scolastico e per tutti gli alunni prima di farci ritornare in classe? Non si potrebbe modificare l'orario settimanale riducendo ad esempio a tre ore in presenza  più due in remoto nel pomeriggio? Si eviterebbe l'uso prolungato delle mascherine, perché, si sa, in 5 ore di scuola i ragazzi, ma anche gli adulti sono tentati di togliersela per respirare un po', per poter mangiare uno snack oppure prendersi un caffè. Ma perché deve essere tutto così maledettamente complicato? Si dia piena autonomia alle scuole, almeno in questa emergenza! Le situazioni logistiche, ambientali  sono molto diverse, da scuola a scuola. Per quanto mi riguarda, l'uso della DAD ha costituito un'esperienza unica e irripetibile che ha sostituito egregiamente l'insegnamento in presenza, anzi posso dire con certezza che sono riuscita a connettermi emotivamente con i ragazzi trasmettendo loro tranquillità e fiducia, almeno credo.

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