venerdì 5 dicembre 2014

Dio non c'è

Siamo soli in questo Universo, soli e smarriti senza una meta  senza predestinazione!
 Il mondo è in preda al male: malattie, guerre, violenza di ogni tipo,  uccisioni di innocenti. Ma come si fa a credere che ci sia un Dio buono, padre di tutti gli uomini e di tutte le specie viventi, che ci protegge o che faccia giustizia colpendo i cattivi e premiando i buoni? Dov'era Dio quando mia madre, gravata da una malattia devastante si contorceva nel letto in preda a dolori insopportabili e pregava, supplicava noi figli di aiutarla e non voleva morire? Dov'era Dio quando un bambino veniva seviziato e poi ucciso e gettato in un fossato? Dov'era Dio ad Auschwitz quando milioni di uomini, donne e bambini venivano resi schiavi e massacrati in nome di un'ideologia aberrante? Dov'è Dio nelle città desolate che lasciano soli gli anziani a marcire nelle case privi di tutto, e bambini affamati nelle strade a chiedere pane? Padre del cielo, se tu fossi padre io ti chiederei di annullare tutto questo, di cancellare il male nel mondo , perchè è qui che viviamo ed ora! non possiamo accettare che il male ci devasti nell'attesa di un giudizio finale che ci premierà   per aver tanto sofferto!...

sabato 22 novembre 2014

L’umanità è a due



"Una delle sfide della nostra epoca  è la coesistenza mondiale. Aprire uno spazio all'altro, a un mondo differente dal nostro, all'interno della nostra propria tradizione è il primo, e il più difficile, gesto multiculturale. Incontrare lo straniero fuori dalle nostre frontiere è relativamente facile, e soddisfa anche le nostre aspirazioni, finché possiamo rientrare da noi e appropriarci fra noi ciò che abbiamo scoperto. Essere costretti a restringere e modificare questo "da noi", il nostro modo di essere "a casa", è molto più difficile, soprattutto senza che ciò  provochi un'infedeltà a noi stessi. [...] Finché l'altro non sarà riconosciuto e rispettato come ponte fra natura e cultura, com'è, prima, il caso per l'altro genere, ogni tentativo di mondializzazione democratica resterà un imperativo morale senza realizzazione concreta. Finché l'universale non sarà considerato essere due, e l'umanità un luogo di coesistenza culturalmente feconda fra  due generi irriducibilmente differenti, sempre una cultura vorrà imporre il suo colore ed i suoi valori all'altro, anche mediante la sua morale e la sua religione."

Luce Irigaray, Condividere il mondo, Bollati Boringhieri, Torino 2009

lunedì 17 novembre 2014

Scuola


Negli azzurri mattini
le file svelte e nere
dei collegiali. Chini
sui libri poi. Bandiere
di nostalgia campestre
gli alberi alle finestre.
(Sandro Penna)

venerdì 14 novembre 2014

venerdì 31 ottobre 2014

il valore delle tombe

 All'ombra de' cipressi e dentro l'urne
confortate di pianto è forse il sonno
della morte men duro?
 

Non vive ei forse anche sotterra, quando
gli sarà muta l'armonia del giorno,
se può destarla con soavi cure
nella mente de' suoi? Celeste è questa
corrispondenza d'amorosi sensi,
celeste dote è negli umani; e spesso
per lei si vive con l'amico estinto
e l'estinto con noi...

Ugo Foscolo

martedì 14 ottobre 2014

Nessuno è innocente

 Ci risiamo: Genova è inondata dalle acque! Fatalità o prevedibilità? la seconda, direi. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro che apparenza illusoria dell'indifferenza e del'assenteismo  (dello Stato e della classe dirigente). Mi vengono in mente le sacre parole di fuoco di A. Gramsci e le voglio riportare integralmente, o quasi: "Certi fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra che sia la fatalità   a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E quest'ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo?"
A.Gramsci, Odio gli indifferenti, Ed. Chiarelettere 2011