Ho l'impressione che la società italiana sia caratterizzata da due opposte visioni del mondo e della vita. Mi riferisco alla società degli acculturati, a quelli che hanno fatto almeno le superiori diplomandosi e a quelli che hanno conseguito la laurea, che in Italia, checché se ne dice, non sono pochi. Queste due fazioni si detestano, non comunicano, non si amano affatto e ciò è deleterio per le sorti del nostro Paese. La divisione o contrapposizione è tale che nell'abisso della reciproca incomprensione, ci sentiamo del tutto impotenti e senza alcuna via d'uscita. Provo a delineare il limen, la linea di demarcazione, che semplicisticamente chiamo il centro rispetto a una destra e ad una sinistra. Badate, questa non è solo una divisione politica, ma include un modo di essere e di rapportarsi con la realtà. Mi viene in mente un'analogia rispetto al concetto delle due culture di cui parlava Charls P. SNOW una sessantina di anni fa. La tesi di Snow era semplice: da una parte ci sono gli scienziati e dall'altra i letterati, per intenderci, quelli che hanno letto un milione di libri e quelli che si sono fossilizzati sulle formule matematiche e sulla tecnologia. Ma mentre i letterati considerano ignoranti gli scienziati che non abbiano letto Dante o Dostoevskij, questi hanno comunque determinato il progresso della civiltà e tuttora muovono le leve del potere. Noi spesso accusiamo la destra di essere responsabile del degrado culturale e morale del nostro Paese facendo riferimento soprattutto a Berlusconi, il quale attraverso le sue televisioni avrebbe ingenerato una sottocultura becera e volgare, ma dimentichiamo che la sinistra in tutti questi anni si è arroccata su un'ideologia sostanzialmente conservatrice, facendo leva su una retorica vuota e priva di reale adesione alla realtà. Essa non ha capito alcuni movimenti sociali che pure essa stessa aveva messo in moto, ma soprattutto ha favorito largamente la riscoperta del privato dimenticando gradualmente la sua naturale vocazione alla partecipazione collettiva, alla politica dal basso, come vox populi. In questo guazzabuglio, crollati tutti i paletti della consolidata dicotomia fra politici letterati, buonisti e inconcludenti e i nuovi rampolli della nuova cultura illetterata ma pragmatica, non resta che adeguarci,e fare buon viso a cattivo gioco.
mercoledì 26 febbraio 2014
lunedì 27 gennaio 2014
Il sonno della ragione genera mostri
La dico grossa, lo so, ma devo esprimere le mie perplessità su come si continua a ricordare la SHOAH, su questa Giornata della Memoria che sta diventando una stanca retorica da propinare ai ragazzi nelle scuole che nulla sanno di quanto è successo. Abbiamo relegato il compito di ricordare a quei docenti, i soliti indaffarati in mille progetti, che il 27 gennaio propongono la visione di films o di documentari con le angoscianti immagini di Auschwitz, dimenticando di parlare, per esempio, delle leggi razziali e scordando di studiare bene il fascismo. Noi non abbiamo bisogno di celebrazioni ufficiali per trasmettere certi valori, come la tolleranza e il rispetto della dignità umana. Per me la memoria non è solo ricordo, ma conoscenza e azione. Se qualcuno si è permesso di scrivere sui muri di Roma "Hanna Frank bugiardona" è perché la scuola non è riuscita a trasmettere né conoscenza né valori.
martedì 31 dicembre 2013
venerdì 29 novembre 2013
sabato 23 novembre 2013
Il giorno dopo (il sisma dell'80)
All'alba del giorno dopo tutto era già successo:
le case crollate, i ponti spezzati,
le vite di tanti ingoiate
da vortici nella profondità della terra.
Restava alla vista uno scenario
agghiacciante di fine del mondo.
Corpi distesi in sudari di morte
impolverati, allineati sui bordi
delle strade, sui marciapiedi
in mezzo alla piazza
nera di fumo sotto un cielo
stridente di azzurro.
Camminavo, arrancavo sulle macerie
i piedi leggeri per non calpestare
né i morti né i vivi
pazienti, gementi
in attesa di tornare alla luce.
Scarpe spaiate, brandelli di vesti
cassetti aperti
traboccanti
di vita vissuta
bambole riverse
arruffate cadute
nella polvere
facce di padri,
di madri stremate...
Ovunque lamenti, pianto e dolore.
E' questo l'inferno? diceva il mio cuore.
Ti prego, Signore, rimetti ordine in questo caos infernale!
Asciuga questo mare
di lacrime amare!
Il mio paese non merita
tanta sciagura.
Ma a tanto dolore
nessuna consolazione
nessuna
il sole di novembre ci seppe dare.
R.C.
le case crollate, i ponti spezzati,
le vite di tanti ingoiate
da vortici nella profondità della terra.
Restava alla vista uno scenario
agghiacciante di fine del mondo.
Corpi distesi in sudari di morte
impolverati, allineati sui bordi
delle strade, sui marciapiedi
in mezzo alla piazza
nera di fumo sotto un cielo
stridente di azzurro.
Camminavo, arrancavo sulle macerie
i piedi leggeri per non calpestare
né i morti né i vivi
pazienti, gementi
in attesa di tornare alla luce.
Scarpe spaiate, brandelli di vesti
cassetti aperti
traboccanti
di vita vissuta
bambole riverse
arruffate cadute
nella polvere
facce di padri,
di madri stremate...
Ovunque lamenti, pianto e dolore.
E' questo l'inferno? diceva il mio cuore.
Ti prego, Signore, rimetti ordine in questo caos infernale!
Asciuga questo mare
di lacrime amare!
Il mio paese non merita
tanta sciagura.
Ma a tanto dolore
nessuna consolazione
nessuna
il sole di novembre ci seppe dare.
R.C.
sabato 16 novembre 2013
mercoledì 16 ottobre 2013
Il mito del centauro Chirone
Secondo Machiavelli, il leggendario personaggio mezzo uomo e mezza bestia al quale fu affidato il compito di educare Achille, Ercole, Teseo e Giasone, nasconde un profondo insegnamento:
l'uomo deve sapere essere come il centauro, mezzo uomo e mezza bestia cioè sapere impiegare tanto le qualità umane di intelligenza, saggezza e lealtà, quanto le qualità più proprie delle bestie, come la forza.
l'uomo deve sapere essere come il centauro, mezzo uomo e mezza bestia cioè sapere impiegare tanto le qualità umane di intelligenza, saggezza e lealtà, quanto le qualità più proprie delle bestie, come la forza.
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